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Oggetto: Aggiornamenti fiscali sui prodotti finanziari

Modifica tassazione rendite finanziarie ai sensi del Decreto Legge n. 66 del 24 aprile 2014

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il Decreto Legge n. 66 del 24 aprile 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24 aprile 2014 ("Decreto Legge"), dispone, a decorrere dall'1 luglio 2014, l'innalzamento generalizzato al 26% dell'aliquota delle ritenute e delle imposte sostitutive sui redditi di natura finanziaria.


Ambito di applicazione e decorrenza

L'aumento al 26% riguarda tutti i redditi di natura finanziaria, redditi di capitale e redditi diversi (Capital Gain), attualmente tassati con l'aliquota del 20%, a decorrere dall'1 luglio 2014.
Nel dettaglio la nuova aliquota si applica:

  • ai redditi di capitale divenuti esigibili e ai redditi diversi realizzati a decorrere dall'1 luglio 2014;
  • ai dividendi percepiti dall'1 luglio 2014;
  • agli interessi e ai proventi derivanti da conti correnti e depositi bancari e postali, da obbligazioni, da titoli similari e da cambiali finanziarie maturati dalla predetta data . Al fine di rendere operativa tale disposizione, in riferimento ai titoli emessi dai cosiddetti "grandi emittenti"[1], le banche e gli altri intermediari finanziari provvederanno ad accreditare e addebitare il conto unico[2], nel seguente modo:
      • ​​ il 30 giugno per i titoli senza cedola o con cedola con scadenza inferiore ad un anno;
      •  in occasione della scadenza della cedola o alla data della cessione o del rimborso del titolo, per gli altri titoli;
      •  tenendo conto del valore del cambio alla data del 30 giugno 2014, per i titoli espressi in valuta estera;
  •  ai contratti di pronti contro termine – (con titoli sottostanti diversi dai titoli pubblici ed equiparati tassati al 12,50%) - a cavallo dell'1 luglio 2014 - relativamente ai differenziali positivi tra prezzo a termine e prezzo a pronti e agli interessi e ai proventi delle obbligazioni sottostanti emesse dai cosiddetti "grandi emittenti", dal giorno successivo alla data di scadenza del contratto. La tassazione con la previgente ritenuta del 20% viene quindi mantenuta fino alla scadenza del contratto;
  •  ai redditi di capitale maturati successivamente al 30 giugno 2014 su contratti di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione sottoscritti fino a tale data;
  • ai proventi derivanti dalla partecipazione a organismi di investimento collettivo del risparmio realizzati, a decorrere dall'1 luglio 2014, in sede di rimborso, cessione o liquidazione delle azioni o quote, riferibili ad importi maturati dall'1 luglio stesso;
  •  al risultato delle gestioni individuali di portafoglio maturato, per competenza, a partire dall'1 luglio 2014.

Esclusioni

Il Decreto Legge conferma l'applicazione di aliquote agevolate per alcune fattispecie, ad esempio, sugli interessi ed ogni altro provento (inclusi capital gain), derivanti da:

  • titoli di Stato Italiano (ad es. BOT, CCT, BTP e Titoli emessi da Stati inclusi nella c.d. White List[3]);
  • titoli equiparati ai titoli di Stato emessi da enti locali (es. BOR, BOP, BOC);
  • titoli equiparati ai titoli di Stato emessi da organismi sovranazionali (es: Bei, BIRS, CECA, EURATOM);
Che mantengono l'aliquota agevolata del 12,50% anche qualora i proventi siano realizzati in gestioni patrimoniali, polizze assicurative e fondi comuni.
  • i titoli di risparmio dell'economia meridionale[4], che - relativamente ai soli interessi - mantengono l'aliquota del 5%; 
  • il risultato di gestione dei fondi pensione italiani ed in generale delle forme di previdenza complementare di cui al D.lgs. 252/2005, che resta assoggettato all'imposta sostitutiva dell'11%.

Capital Gain: Affrancamento del costo o del valore di acquisto

Il Decreto Legge prevede, relativamente agli strumenti finanziari posseduti alla data del 30 giugno 2014 al di fuori dell'esercizio di impresa, la possibilità di affrancare il risultato maturato, mediante versamento di un'imposta sostitutiva del 20%.  In particolare:

  • per i contribuenti in regime della dichiarazione, le attività relative sono a cura direttamente del contribuente stesso;
  • per i contribuenti in regime di risparmio amministrato, l'opzione per l'affrancamento si perfeziona mediante apposita comunicazione da rendere all'intermediario entro il 30 settembre 2014.
Non è comunque consentito l'affrancamento parziale.
Nel caso di esercizio dell'opzione di affrancamento i contribuenti assumono, a decorrere dall'1 luglio 2014, in luogo del costo o valore di acquisto, il valore delle predette attività finanziarie alla data del 30 giugno 2014.
Sono altresì esclusi dall'affrancamento le quote dei fondi comuni italiani ed esteri, per le quali la norma stabilisce uno specifico regime transitorio (cd. affrancamento automatico) in base al quale, in sede di rimborso, cessione o liquidazione delle quote, si applica l'aliquota nella misura del 26% sui proventi realizzati a decorrere dall'1 luglio 2014, mentre sui proventi realizzati dopo questa data, ma riferibili a valori maturati fino al 30 giugno 2014, continua ad applicarsi l'aliquota nella misura del 20%.
Le minusvalenze realizzate fino al 30 giugno 2014 potranno essere utilizzate per compensare le eventuali plusvalenze, emergenti in sede di affrancamento.
Le eventuali minusvalenze residue saranno utilizzabili per compensare le plusvalenze realizzate dall'1 luglio 2014 per una quota pari al 76,92% oppure per una quota pari al 48,08% qualora si tratti di minusvalenze realizzate fino al 31 dicembre 2011.

Si riporta di seguito una sintesi delle modifiche che interessano le principali tipologie di investimenti.​​


Tipo di InvestimentoFino Al 30 Giugno 2014Dal 1 Luglio 2014
Interessi su conti correnti, certificati di deposito.
Time deposit
Ritenuta 20% Ritenuta 26%
Interessi su Titoli di Stato ed equiparati (Bei, Birs, ecc), sui Titoli di Stato esteri white listImposta sostitutiva 12,5%Imposta sostitutiva 12,5%
Interessi su altri titoli obbligazionari italiani ed esteriImposta sostitutiva 20%Imposta sostitutiva 26%
Dividendi non qualificati non provenienti da società localizzate in paradisi fiscaliRitenuta o Imposta sostitutiva 20%Ritenuta o Imposta sostitutiva 26%
Fondi Comuni Mobiliari o SicavRitenuta d'acconto 20%; 12,50% (per la parte investita in Titoli di Stato)Ritenuta d'acconto 26%; 12,50% (per la parte investita in titoli di stato)
Proventi delle Polizze Vita e di capitalizzazioneImposta sostitutiva 20% Imposta sostitutiva 26% 
Capital gain su titoli di Stato ed equiparati (Bei, Birs, ecc), sui titoli di Stato esteri white listImposta sostitutiva 12,5%Imposta sostitutiva 12,5%
Capital gain su altri strumenti finanziari diversi dalle partecipazioni qualificateImposta sostitutiva 20%Imposta sostitutiva 26%
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Imposta di bollo su prodotti finanziari

La Legge di Stabilità per l’anno 2014 (legge 27.12.2013, n. 147) ha apportato modifiche alla disciplina dell’imposta di bollo sui prodotti finanziari (Articolo 13 della tariffa, parte prima, annessa al Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642), già precedentemente modificata dai cd “Decreto Monti” (Decreto Legge n. 201/2011, convertito con modificazioni dalla Legge n. 214/2011), “Decreto Semplificazioni” (Decreto Legge n. 16/2012, convertito con modificazioni dalla Legge n. 44/2012) e “Legge di Stabilità 2013” (Legge n. 228/2012).


Ambito di applicazione e base imponibile

La “Legge di Stabilità 2014” ha introdotto una modifica all’aliquota prevista sull’imposta di bollo applicata a tutte le comunicazioni su strumenti e prodotti finanziari inviate dalla Banca alla Clientela con decorrenza 1 gennaio 2014.
Le principali novità sull’imposta sono:

  • la misura annua dell’imposta, applicata su base proporzionale, è pari al 2 per mille (per il 2013 era pari al 1,5 per mille); 
  •  è stato eliminato il versamento minimo che per il 2013 era fissato a € 34,20;
  • se il Cliente è soggetto diverso da persona fisica, l’imposta è dovuta nella misura massima di € 14.000 (per il 2013 era pari a € 4.500).

Nessuna modifica ha interessato la base imponibile dell’imposta che rimane il valore dei prodotti finanziari rilevato al termine del periodo rendicontato oppure, in assenza di rendicontazione, al 31 dicembre di ciascun anno.
L’imposta è calcolata sulla base del “valore di mercato” degli strumenti finanziari, o in mancanza di esso, del valore nominale o di rimborso. In mancanza dei predetti valori si fa riferimento al costo di acquisto.
Se il deposito titoli rimane vuoto e non viene movimentato nel periodo rendicontato, l’imposta non è dovuta.


Periodo dell’imposta

Il periodo di riferimento per il calcolo dell’imposta è l’anno civile.
La periodicità del pagamento dell’imposta è rapportato al periodo rendicontato. La norma prevede una presunzione di invio della comunicazione almeno una volta all’anno nonché alla chiusura del rapporto, indipendentemente, che vi sia un obbligo d’invio da parte della banca. Per questa ragione, anche in assenza di un obbligo d’invio della comunicazione, l’imposta resta comunque dovuta.


Ambito di applicazione

L’imposta viene applicata alle comunicazioni inviate alla clientela, relative a tutti i prodotti e strumenti finanziari come definiti nell’articolo 1 del Decreto Legislativo del 24 febbraio 1998, n. 58[5] ivi compresi i depositi bancari e postali[6] anche se rappresentati da certificati. Rientrano pertanto anche i prodotti e strumenti finanziari che per legge non devono essere depositati presso la banca o custoditi dall’Intermediario finanziario (ad esempio: quote di fondi d’investimento, azioni di Sicav estere, polizze assicurative a contenuto finanziario, certificati di deposito, gestioni patrimoniali).


 

Eventuali disinvestimenti da parte degli intermediari

Come previsto dalla normativa vigente, in caso di mancanza di fondi del Cliente per il pagamento dell'imposta di bollo, gli intermediari possono provvedere ad effettuare i disinvestimenti necessari a tale pagamento.



 

 

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